uxday2022: 5 consigli per ogni designer

Giovanni D'Alessandro

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Giovanni D'Alessandro

Aleksandra Krivorotko

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Aleksandra Krivorotko

Dopo due anni di pandemia sono tornati gli eventi dal vivo, e quelli dedicati al mondo della User Experience non hanno fatto eccezione.

Lo uxday2022, organizzato dall’associazione GrUSP, si è tenuto a Faenza il 9 giugno con la partecipazione di oltre 300 attendee, tra UX/UI designer, sviluppatori e semplici interessati al variopinto mondo dell’esperienza utente.

Con una piccola anteprima il 30 maggio di 3 talk e con 9 talk il 9 giugno, lo uxday2022 ha saputo rispettare – anche superare!- le attese del pubblico. Noi, come team UX/UI design di Hyntelo, abbiamo partecipato alla versione online della giornata, ma ne siamo rimasti egualmente entusiasti.

Gli speaker sono riusciti a trasmettere, in modo semplice e diretto, le loro esperienze, le difficoltà incontrate, i metodi preferiti e le soluzioni trovate. Racconti che ci hanno fatto capire che in linea di massima i problemi che noi UXers riscontriamo giorno per giorno sono sempre molto simili.

Dalla creazione di un team di UX design in una realtà di soli sviluppatori a come convertire su un e-commerce grazie allo user testing, dal card sorting al tree testing, dalla facilità d’errore durante la UX research all’importanza della UX nei ruoli decisionali, dall’accessibilità nei prodotti digitali alla difficoltà dell’handoff con il team di sviluppo, dal valore della UX applicata ai dati aziendali all’importanza “dell’ improvvisazione” durante il processo di design, lo uxday2022 ha saputo coinvolgere i partecipanti spaziando tra argomenti che spesso molti team danno per scontati.

Durante questa giornata sono stati trattati temi interessanti, e a tratti fondamentali, per un team giovane come il nostro che giorno dopo giorno aspira a strutturarsi il più possibile e a crescere nel migliore dei modi. Ecco i 5 principali secondo noi:

1. Orizzontale e verticale

L’importanza di avere all’interno del proprio team (di almeno 3-4 figure) professionalità orizzontali con una predisposizione verticale. Ciò permette, in fase di strutturazione, di adattarsi alle esigenze aziendali e “svariare” su più fronti. In un secondo momento di specializzarsi in un determinato ambito e accrescere la professionalità del team inserendo figure già indirizzate. Una figura professionale senz’altro necessaria in un team UX che aspira a specializzarsi è lo UX Researcher. Questa è infatti la figura che guiderà il team nella ricerca e nell’analisi, fasi fondamentali per lo sviluppo di un prodotto vincente.

2. Allineamento, allineamento, allineamento

Se il titolo non fosse già abbastanza chiaro, diciamolo esplicitamente: è indispensabile allinearsi costantemente con gli altri team, e soprattutto con il team di sviluppo.

La comunicazione tra team, necessaria in ogni ambito lavorativo, è ancor più vitale a causa dei ritmi serrati che spesso scandiscono le fasi di UX. Ciò implica minor tempo per la ricerca fondativa e strategica e minor tempo e spazio per redigere e condividere report di ricerca.

Allinearsi presto, costantemente e con tutti significa colmare la mancanza di informazioni che il team di sviluppo potrebbe avere e permettere loro di evitare errori. Perché sbagliare vuol dire tornare indietro, riprendere task già chiuse e rendere il lavoro svolto inutile.

Ovviamente, la predisposizione ad un costante allineamento va a braccetto con una certa curiosità, con la capacità di fare e porsi domande. Altrimenti sarà la nostra mente a colmare i vuoti e ad “inventare” le informazioni che mancano.

3. Il paradigma dell’accessibilità 

L’accessibilità, come la UX, molto spesso sembra una materia non fondamentale e di conseguenza moltissime aziende evitano di testare o, ancor prima, progettare i propri prodotti secondo determinate linee guida europee.

Ma il mondo attorno a noi cambia e si dirige verso un’accessibilità “totale”.

Nonostante questo trend i prodotti attualmente accessibili sono meno del 30%. Ciò vuol dire che il 15% degli utenti mondiali non è messo nella condizione di poter usufruire di un prodotto digitale senza frustrazioni.

Per sopperire a questa mancanza l’Unione Europea ha fissato delle scadenze, da qui ai prossimi 5 anni. Questo, in alcuni casi, può voler dire realizzare prodotti meno “fantascientifici” ma che seguano linee guida minimal (come i trend di UI design degli ultimi anni).

4. La UX nelle decisioni (anche di business)

Molto spesso la UX viene sottovalutata, o vista come un lusso che non tutte le aziende o i clienti si possono permettere. Con la diffusione sempre maggiore della cultura dell’user experience, però, ci stiamo accorgendo la netta differenza tra prodotti che hanno seguito determinati step e fasi di progettazione UX e prodotti “improvvisati”.

Tenendo in considerazione che, negli ultimi 5 anni, quasi il 70% delle aziende di prodotto che non si sono “piegate” alla UX sono fallite, nel 2022 risulta fondamentale affidarsi ad un team di design che pratichi una buona UX.

Ciò implica investimenti in tempo e denaro per consentire un miglioramento della situazione attuale. Investimenti che devono essere indirizzati anche nella fase di test, dove l’esecuzione di esempi concreti serve a dimostrare come la visione degli stakeholders, molto spesso, sia diametralmente opposta rispetto a quella degli utenti potenziali.

5. UX writing e micro copy per “completare l’opera”

Infine, uno degli argomenti più intriganti di questo periodo è il tema “UX writing”, secondo cui si afferma l’importanza di inserire del testo reale nella realizzazione di un prototipo. Di fatto, al posto dei blocchi assolutamente impersonali del classico “Lorem ipsum” è preferibile utilizzare blocchi di testo di senso compiuto, che aiutino l’utente (e il cliente) ad immaginare quello che realmente sarà. E aiutino anche a prevenire errori durante lo sviluppo.

Come riassume Alessandra Petromilli, Chief Experience in Hinto: “I testi devono essere chiari, concisi, coerenti, informativi, umani, inclusivi e accessibili a tutti”.

 

Concludiamo dicendo che lo uxday2022 si è dimostrato un’esperienza che ha arricchito il nostro bagaglio professionale e che in futuro ci aiuterà sicuramente a prendere la decisione migliore, progetto dopo progetto, cliente dopo cliente, task dopo task.

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